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Guida alla lettura del PAT

I principi caratterizzanti il PAT (Piano di Assetto del Territorio) li abbiamo già conosciuti lungo il percorso iniziato nel 2009 e che ora, con l’adozione avvenuta in Consiglio Comunale, è giunto ad una tappa fondamentale: dopo gli studi, le analisi, le discussioni svolte con i cittadini e le associazioni, la concertazione con la Provincia, ora, con la pubblicazione sul BUR (presumibilmente proprio in questi giorni) scattano i 60 giorni di tempo per avanzare eventuali osservazioni. Infine si passerà alla approvazione definitiva. Si tratterà, anche in questo caso di una tappa, perché i veri e propri interventi conseguenti al PAT potranno essere realizzati solo con l’approvazione del “Piano degli Interventi” (PI) il documento che potrà decidere se e dove agire, sempre ovviamente nell’ambito del quadro di riferimento dello stesso PAT.

Per facilitare questa fase di conoscenza del PAT, il Comune ha svolto due incontri pubblici nel mese di luglio, ha pubblicato nel sito web del Comune i documenti fondamentali (la documentazione completa è ovviamente a disposizione negli uffici comunali) e prossimamente avvierà una nuova fase nella quale tecnici, assessore competente e Sindaco saranno a disposizione di quanti vorranno approfondire l’analisi.

Con questo articolo diamo solo qualche indicazione per facilitare la lettura dei documenti disponibili sul sito web del Comune.

Potete cominciare dalla lettura del documento “Norme di attuazione”, visionando di volta in volta le varie tavole/carte disponibili.

Di primo interesse è la lettura (da pag. 9 e 10) dei “contenuti strategici individuati per ciascun dei tre “Ambiti Territoriali Omogenei - ATO” nei quali è stato suddiviso il territorio comunale (1 Salzano, 2 Rio Roviego, 3 Robegano).

Leggendo le successive pagine (da pag 11 a 22) con sottocchio laCarta del vincoli e della Pianificazione Territoriale si potranno conoscere tutti i vincoli già oggi vigenti sul territorio comunale (indipendentemente dal PAT) e che tutelano una diversificata tipologia di elementi di interesse (dalle ville venete alle aree arborate, dalle aree naturalistiche ai corsi d’acqua, ecc. ecc.) o sono generati da presenze come elettrodotti, cimiteri, ferrovia, strade, ecc. ecc.. Anche un cittadino salzanese di lungo corso potrà da questa lettura scoprire cose a lui forse ignote.

Da pagina 23 sono elencate le cosiddette “invarianti” che sono rappresentate nella omonima “Carta delle invarianti geologiche, paesaggistiche, ambientali e storico monumentali”. Le “invarianti” sono elementi del territorio che sono individuati dal PAT come destinatari di particolari prescrizioni e tutele al fine di mantenerne il loro valore. Sono di natura “paesaggistica”, “ambientale” e “storico monumentale”. Per ciascuna di queste, il PAT (da pag 23 a pag 40) individua le linee guida a cui dovrà attenersi il successivo Piano degli interventi (PI) dando indicazioni, ad esempio, circa i limiti di edificabilità, di trasformazione, di restauro, ma anche fornendo indicazioni per la loro valorizzazione.

Il capitolo successivo è quello delle “fragilità” (da pag 40 a 48) che va letto insieme allaCarta delle fragilità”. Questa definisce l’idoneità del territorio alla trasformazione urbanistica sulla base delle analisi geomorfologiche, litologiche e idrogeologiche. Vengono infatti individuati “terreni idonei a condizione” e “terreni non idonei” e per ciascuno di questi vengono fornite le indicazioni cui attenersi nella redazione del PI e nella realizzazione degli eventuali (dove ammessi) interventi.

Il “cuore” del PAT è il Capitolo della “trasformabilità” (da pag 49 a 65 e relativaCarta delle trasformabilità”) in cui sono indicate le linee guida cui dovrà attenersi il successivo “Piano degli interventi” individuando, anche sulla cartografia, tutte le categorie di interventi (trasformabilità per l’appunto) possibili. Ecco che si possono individuare, ad esempio, le “aree di urbanizzazione consolidata” e quelle dove potrà preferenzialmente svilupparsi una nuova edificazione residenziale (vedi sulla carta le aree con la freccia azzurra) o produttiva (freccia marrone con P). Si possono vedere dove sono le aree idonee per il miglioramento della qualità urbana o il miglioramento della qualità territoriale, leggendo anche le prescrizioni per il successivo Piano degli interventi che dovrà disciplinare tali azioni. Vengono descritti i nuovi interventi di viabilità, le aree di tutela del territorio agricolo e molto altro ancora. Anche da una visione generale della cartografia si evidenzia come il PAT tuteli innanzitutto tutta l’area centrale del territorio e altre aree agricole escludendovi ulteriori “trasformabilità” se non adeguamenti agli edifici esistenti.

Ma se ci soffermiamo sulle aree indicate come sede di possibili nuovi insediamenti residenziali o produttivi va precisato che non tutte potranno poi esserlo effettivamente. Il PAT, infatti, (come meglio spiegato nel capitolo 5 –“Disposizioni per l’attuazione”) sulla base dei parametri vigenti, limita la superficie del territorio “trasformabile” in edificabile rapportandola a solo un 1,3% del totale della attuale Superficie Agricola; la superficie trasformabile in edificabile è quindi pari complessivamente a non più di 13,6 ettari (136.000 mq): una superficie oggettivamente limitata e ben inferiore a tutte le aree che sulla cartografia sono state potenzialmente indicate come di nuova edificazione (quelle con le frecce azzurre e marroni, per intenderci).

Se infatti osserviamo la Carta della trasformabilità vediamo le aree con frecce azzurre (nuova residenzialità) indicate in tre limitate zone a est e a nord dell’attuale edificato di Robegano e in alcune aree a nord di Salzano, fino alla linea della nuova cosiddetta “tangenziale”, e una piccola area ad est dell’abitato. Mentre per possibili nuovi (limitati) insediamenti produttive (frecce marroni P) sono potenzialmente individuate in tre aree: due ai confini con le attuali aree industriali di Noale e di Maerne e una a sinistra dell’attuale area industriale della Stazione SFRM di Robegano.

Inoltre ricordiamo che l’indicazione riportata sulla cartografia del PAT non equivale ad acquisizione di diritto edificatorio, perché questo potrà eventualmente essere definito solo dal successivo Piano degli Interventi che individuerà tra l’altro le procedure della cosiddetta “perequazione” nel cui ambito l’Amministrazione potrà stipulare “accordi di pianificazione” che permetteranno, a compensazione delle nuove edificazioni, la realizzazione di opere di utilità pubblica per la comunità. Una procedura analoga, per intendersi, a quanto già concordato per la realizzazione (a costo zero per le casse comunali) del nuovo Palazzetto dello sport.

Nel capitolo finale “Disciplina degli Ambiti Territoriali Omogenei” sono descritte le specifiche per i tre Ambiti nei quali è suddiviso il territorio comunale.

La lettura dell’intero documento “Norme di attuazione” del PAT permette di comprendere tutte le prescrizioni che il PAT già offre al successivo Piano degli Interventi in termini di miglioramento ambientale, rispetto di migliori standard edificatori, compreso il verde pubblico, il risparmio energetico e la limitazione dell’inquinamento luminoso.

Il PAT in definitiva si conferma un documento strategico che traccerà lo sviluppo territoriale del nostro comune per almeno i prossimi 10-20 anni e che, insieme al PASS, potrà concretizzare quello che tutti noi vogliamo diventi la nostra comunità comunale.

28 agosto 2012


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La maggioranza degli elettori ha però premiato altri.

Noi crediamo che il metodo dell’ascolto e della partecipazione sia comunque il metodo più giusto.

Per questo vogliamo svolgere il nostro ruolo di opposizione responsabile con lo stesso impegno e lo stesso metodo.

Lo faremo in Consiglio comunale, attraverso i nostri consiglieri eletti: Sara Baruzzo e Alice Tonello (che ha preso il posto del compianto Daniele Masiero).

Lo faremo tra la popolazione, con il contributo di tutti i cittadini di Salzano e Robegano che abbiano voglia di esprimere una idea, di segnalare un problema, di portare il loro contributo.

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